Gli step per progettare correttamente l’e commerce

Vi è ancora molta confusione nella mente degli imprenditori che intendono affacciarsi all’online, motivo per cui questo articolo si concentrerà su quali sono i corretti step per progettare un progetto di business online che aspiri al successo nel tempo.

La potenza è nulla senza controllo…in questo caso il tuo eCommerce sarà fallimentare senza pianificazione e successiva progettazione.

Passiamo subito e senza troppi giri di parole a descrivere quali sono i macro task da portare avanti, gli step fondamentali per la progettazione del tuo eCommerce.

E’ un metodo di lavoro agile composto da tre step principali:

  • Primo step tutte le idee e le strategie vengono mappate su attività intense di brainstorming e briefing.
  • Secondo step seguendo la mappa realizzata e frutto del primo step, si analizzerà in profondità ogni singola attività entrando in analisi molto più approfondite.
  • Terzo step, raccogliere quanto individuato nel secondo step e lo frammenta in singole lavorazioni, entrando sempre più nel dettaglio e su una scala temporal.

Briefing e Mappe mentali:

La prima fase di stesura del progetto richiama un’attività fondamentale per tracciare la strada dello stesso: le mappe mentali.

Le mappe mentali vengono solitamente realizzate nella prima fase di brainstorming. Le prime linee di definizione solitamente avvengono alla presenza degli operatori che lavoreranno al progetto + gli esperti che affiancheranno l’azienda.

Questo lavoro ha l’obiettivo di discutere apertamente su tutte le linee di attacco strategico, sull’analisi del prodotto e sugli asset proprietari dell’azienda. Ovviamente durante la fase di discussione possono nascere ulteriori argomenti da tracciare come il target, il mercato, le esigenze lato tecnico e d’infrastruttura IT, i competitor conosciuti attualmente ed il team che parteciperà attivamente al progetto.

Ogni singola strategia e indicazione verrà trasformata letteralmente in una mappa che delineerà tutti i punti da toccare e analizzare in profondità all’interno del Business plan o documento di pianificazione aziendale.

Dunque il briefing iniziale è fondamentale per tracciare insieme una linea comune alle lavorazioni e alle analisi che seguiranno durante la stesura del BP.

Software utile per la stesura delle mappe: https://www.xmind.net

Il business Plan:

Questo è il primo e fondamentale, anzi direi vitale, documento da redare prima di partire con un progetto di business online. Deve essere redatto da chi ha competenze verticali del settore.

Il business plan deve essere verticalizzato per Ecommerce, che contenga al suo interno sezioni specifiche del mercato online e di come approcciarlo (dettagli che un commercialista per esempio, non conosce).

Le sezioni all’interno di questo documento sono svariate e non tutte applicabili a diversi modelli di business.

Esaminando in superfice le sezioni che compongono questo documento bisognerà approfondire:

  • Analisi di mercato, nazionale ed internazionale, servendosi di ricerche di mercato specifiche e di svariati tool che mostrano i volumi di ricerche, l’intent delle ricerche e la competizione di mercato.
  • Analisi del target, definendo in base ai dati raccolti il tipo di personas che si dovranno intercettare e su cui si definiranno le buyer personas. Questo aiuterà a capire dove intercettare questa tipologia di utenti e quale tone of voice adottare per comunicare con loro.
  • Analisi dei competitor, indispensabile per capire gli asset proprietari, i punti deboli e i punti di forza, approfondire su quali keyword stanno lavorando, capire quali strategie di marketing stanno adottando e su quali canali le stanno promuovendo. Dall’analisi di bilancio si può poi capire qual’è la soglia di fatturato generato dal leader e di conseguenza capire la potenzialità di crescita.
  • Posizionamento e branding, importante per avere la propria differenziazione e comunicare valori aggiunti differenti e non duplicabili da altri modelli di business. Essenziale per pianificare correttamente una strategia di comunicazione marketing.
  • Infrastruttura, Non si parte mai dalla piattaforma, ma la stessa è una conseguenza di una serie di fattori che devono essere analizzati in precedenza. La stessa va plasmata non solo per le proprie esigenze di catalogo o di budget ma anche prestando molta attenzione all’usabilità lato cliente. Questa analisi solitamente si può suddividere in due strade ben distinte. Se si ha già una piattaforma, si valuteranno e miglioreranno le criticità, se ancora non si ha una piattaforma, bisognerà disegnarla per poi procedere allo sviluppo.
  • Software, Alcuni gratuiti, altri molto costosi e per ottimizzare i costi dovranno essere scelti con cura e in base a delle priorità. Altro fattore da tenere in considerazione è la risorsa utilizzatrice di tale software, se esterna non si avranno costi da allocare in quanto sono strumenti dei consulenti, diversamente se sono software che rientrano nell’utilizzo del team aziendale interno.
  • Customer care, Tenendo in considerazione l’analisi delle buyers personas si potrà costruire un impianto corretto di assistenza clienti. Ad un target 45-60 potrebbe essere utile considerate un contatto telefonico di assistenza diretta, magari con recall, piuttosto che privilegiare canali di messaggistica istantanea per esempio, non utilizzati da gran parte del target appena esposto.
  • Legale, Questa sezione deve essere trattata con molta attenzione perché non esiste una soluzione adatta a tutti, applicabile semplicemente con un copia/incolla. Bisognerà necessariamente valutare e verificare tutte le azioni passate e future e integrare di conseguenza tutte le lavorazioni necessarie affinchè tutto sia conforme al nuovo regolamento.
  • Team, Chi fa cosa? Chi lo fa è in grado di farlo? Si necessità una formazione al team interno o si dovrà adottare una strategia di affiancamento con specialisti di settore? Le risposte a queste domande influenzeranno sia la crescita del progetto sia i relativi costi.
  • Canali, da presidiare e i ritorni generati dagli stessi. Questa sezione si lega obbligatoriamente con le sezioni descritte sopra. Non è possibile fare marketing se non si conosce il proprio posizionamento, se non si sono definite delle priorità di crescita e di obiettivi, se non conosciamo le buyers personas e non si ha idea di dove intercettarle. Fare marketing costerà sempre di più negli anni e farlo senza aver ben definito cosa comunicare e dove, potrebbe essere un bagno di sangue da cui uscirne vinti.
  • Bilancio + KPI, comprendente tutti i costi fissi e variabili che si sosterranno per lo sviluppo del progetto. Questa sezione è buona norma che venga monitorata nel tempo per analizzare lo stato di salute del progetto e apportare eventuali modifiche correttive.

Da qui in poi si potrà procedere con l’avviamento, tenendo monitorate le KPI fondamentali (anch’esse individuate in precedenza in base alle strategie che si dovranno applicare).

Solitamente la stesura di un Business Plan cuba mesi di lavoro e centinaia di pagine di pianificazione, ma è uno step di fondamentale importanza perché ogni attività va analizzata, decisa e pianificata, senza dimenticare il fattore Budget disponibile e la sostenibilità del progetto.

Il project plan

La seconda fase di pianificazione del progetto è la stesura di un piano di progetto contenente i task di lavorazione, i subtask, le risorse, il loro carico di lavoro e l’analisi dei rischi o risk management.

Il project plan entra nel dettaglio di ogni singola attività analizzata precedentemente nel business plan e per ognuna di essa verrò tracciata una linea temporale di lavorazione, con una risorsa allocata, con il corretto carico di lavoro ad essa associata (le risorse occuperanno parte della loro giornata lavorativa anche su altre mansioni aziendali quindi è fondamentale considerarle).

E’ questa la fase dove vengono analizzati anche i rischi di progetto (risk management). Questa attività solitamente molto sottovalutata è di vitale importanza. Monitorare i rischi di progetto e prevenirli può salvare la vita del business, adottando correttive prima che il rischio si verifichi.

Adottare questi step nelle fasi di progetto dell’eCommerce si traduce in un’ottimizzazione dello sviluppo del progetto, pianificando ogni singola lavorazione per ottenere una strada ben delineata da percorrere e riducendo al massimo le complicazioni e i colli di bottiglia che un progetto eCommerce inevitabilmente comporta.

Alla prossima!

Fabio Serra